I CONFINI DELLA ROMAGNA
I CONFINI DELLA ROMAGNA

I CONFINI DELLA ROMAGNA

10 Dicembre 2024

Cattolica è l’ultima cittadina della Romagna, dopo il fiume tavolo c’è Gabicce e iniziano le Marche

Nell’ordinamento odierno statale italiano, La Romagna non costituisce una suddivisione a sé stante, ma fa parte della regione Emilia Romagna. I confini delle regione sono stati costituiti in conseguenza di particolari visuali politiche a cui è andata soggetta. Il nome della regione, nacque nel periodo di dominazione bizantina. I longobardi chiamavo “Romanis” l’intero territorio romano-bizantino. Gradualmente questa parola fu utilizzata in senso più restrittivo, per indicare un parte della regione che prenderà il nome di “Romagna”.

Nel 1396 fu celebrato un processo legale per definire l’estensione settentrionale della regione. Già da allora le testimonianze fornivano interpretazioni discordanti e questa incertezza di confini durò per tutto il quindicesimo e sedicesimo secolo. Secondo alcuni la Romagna cominciava dal fiume Po, alle torri Garisenda e Asinelli di Bologna al Sillaro. Altri pensavano che la regione consistesse nell’area compresa tra i fiumi Foglia e Santerno, mentre l’Emilia iniziava a Nord di quest’ultimo. Per Pio II, la Romagna era l’intera Emilia.

Nel 1859, quando d’Azeglio capeggiò i fautori dell’unità nazionale insorgenti a Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì, egli proclamò di parlare per i “popoli delle Romagne” e la provincia che egli costituì fu chiamata “le Romagne”.

Gli studi moderni hanno indicato come con il termine Romagna, si indicasse il territorio anticamente incluso in tutta l’Emilia Romagna fino al fiume Panaro.

Per definire il territorio romagnolo, c’è chi si è appellato all’autorità di Dante, che nel XIV(92) canto del Purgatorio definisce la Romagna come la terra: “tra il Po e il monte, la marina e il Reno”.

Nel 1278 quando Bologna e la Romagna furono incorporate negli stati papali, nei documenti amministrativi della curia, erano distinte.

 

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