I Malatesta, i Signori di Rimini e Cesena
I Malatesta, i Signori di Rimini e Cesena

I Malatesta, i Signori di Rimini e Cesena

24 Ottobre 2024

Le origini della famiglia

Da dove proviene il termina Malatesta? E’ una parola composta da Mala + testa. A partire da Giovanni famoso per avere un pessimo carattere, molto probabilmente la sua fama di avere una “testa cattiva”, venne tramandata ed estesa come una caratteristica significativa anche alla famiglia. In origine Malatesta, fu un nome proprio di persona, ma come accadde anche ad altri nomi del passato, ripetuto dai padri ai figli, divenne un cognome.

Il primo Malatesta di cui si ha traccia è Giovanni, che visse nella prima metà dell’XI secolo. Nel 1150 è menzionato come civis Ariminensis, ricco possidente di territori, capace di controllare castelli e uomini ai propri ordini. Giovanni aveva sotto di sé il castello di Verucchio, che è l’unico che documenta la storia del casato tra il XII e il XIII secolo. Sul finire del XIII secolo si trova traccia di altri castelli appartenuti ai Malatesta e sono quelli del: Trebbio, Sogliano, Converseto e Roncofreddo.

Nel 1206, Giovanni entra a far parte del Consiglio generale della città di Rimini. E’ in quello stesso anno, che insieme alla moglie Drudicia e alla presenza del duca Erra (visconte dell’arcivescovo di Ravenna), rinuncia ad ogni suo diritto inerente alle terre del Montefeltro, concedendo però agli abitanti del luogo di abitare in città o fuori come uomini liberi. Il trasferimento di gente nuova dal contado nel mondo urbano, giova alla crescita della città. Si creano però anche delle tensioni dovute alle diverse idee politiche, religiose e contese fra fazioni. I Malatesta in questo clima teso, diventano i protagonisti della vita cittadina, arrivando a supportare il vecchio ceto nobiliare.

Nel 1216 i Malatesta giurano fedeltà al comune di Rimini e in seguito al giuramento consegnano al podestà i propri possedimenti e castelli, promettendo di abitare in città per non più di tre mesi in tempo di pace e in modo permanente in caso di guerra. Si sarebbero dovuti impegnare in caso di attacco, a difendere con le proprie risorse il comune di Rimini. Il podestà a sua volta proclama i Malatesta “Cittadini di Rimini, esonerandoli dal pagamento dei tributi e garantendogli la piena giurisdizione sui loro possedimenti.

Giovanni Malatesta possiede una casa munita di torre all’interno di Rimini e il Comune gli presta come obbligazione una somma di denaro consistente per poterla restaurare. Con la somma del prestito acquista anche un’ulteriore casa. A partire dalla seconda metà del secolo, con la stessa formula del prestito, acquisterà anche altre case sulla Piazza di Santa Colomba. La zona delle case si trovava in una zona delle mura a cavallo di Castel Sismondo e verrà definita: “Case dei Malatesta”. Ulteriori case vengono acquistate presso l’attuale Piazza tre Martiri e nelle contrade di Sant’Agostino e San Martino.

Con la scomparsa di Giovanni nel 1221, il potere del casato non passa al figlio Ramberto, ma a Malatesta Dalla Penna, che è aveva sottoscritto i patti con la città di Rimini. Malatesta di nome, proviene dal castello di Pennabilli, è signore di vasti possedimenti, viene appoggiato da un cospicuo seguito sia a Rimini che nel resto del contado.

Malatesta precedentemente nel 1228 fu podestà di Pistoia ed è in quegli anni che la sua figura guadagna prestigio e autorità. Tra il 1229 e il 1230 ebbe un ruolo importante come mediatore nelle trattative tra Rimini e Pesaro e tra Rimini e Cesena. E’ tra i promotori di una lega con i comuni di Faenza e Forlì, a sostegno della politica filoimperiale sveva centralizzata a Ravenna.

Riesce con abilità a mantenere buoni rapporti con la Chiesa di Ravenna che gestisce parte del territorio e con gli altri nobili attraverso matrimoni combinati che creano legami di parentela.

Dalla moglie Adelaide ebbe Malatesta da Verucchio. Quest’ultimo vivrà dal 1212 per cento anni, verrà soprannominato il “Mastin Vecchio” e viene ricordato da Dante insieme al figlio Malatestino come un sanguinario tiranno nel XXVII canto dell’interno. Nel 1239 come capostipite della famiglia, viene eletto podestà di Rimini.

Malatesta da Verucchio intorno al 1246 sposa Concordia che fa parte di una potente casato ghibellino: i Parcitadi. Dalla prima moglie ha cinque figli di cui due passeranno alla storia per la tragedia familiare più famosa del ‘200, che li vede coinvolti. Il più grande Gianciotto, uccise la propria moglie Francesca da Polenta e il proprio fratello Paolo. Nella rocca di Gradara è ancora presente la camera di Francesca in cui si trova la botola da cui si dice che Paolo il suo amante, cercò di fuggire dal fratello Gianciotto, dopo che li ebbe scoperti insieme.

Stanza di Francesca

Stanza di Francesca

Botola da cui Paolo tentò la fuga

Botola da cui Paolo tentò la fuga

Da Malatesta da Verucchio in poi, si registra a Rimini una vitalità culturale e pittorica di rilievo, testimoniata dalla nascita della Scuola pittori riminese.

Allineato al potere imperiale e quindi filo ghibellino, cambia linea politica in seguito alla sconfitta di Federico II nel 1248. Passa quindi dalla parte guelfa, creando nuovi conflitti tra i vari rami familiari. Questa scelta però sarà decisiva per la fortuna e l’affermazione della famiglia, sempre più proiettata ad assumere un ruolo centrale nel potere della politica italiana dell’epoca. Nel 1295 i Malatesta divengono Signori di Rimini.

Castel Sismondo a Rimini

Castel Sismondo a Rimini

Nel 1348/49 ci sono molti disordini nello Stato della Chiesa, sono anche gli anni in cui la peste nera uccide circa un terzo della popolazione europea. In questi anni di profonda crisi, Malatesta e Galeotto, nipoti del capostipite continuano la politica di conquista di gran parte delle terre delle città della Marca d’Ancona fino ad Ascoli.

Nel 1312 a cento anni muore Malatesta da Verucchio e gli succedono Malatestino I e Pandolfo I. Dall’unione di quest’ultimo con Taddea da Rimini, nascono Galeotto I e Malatesta III conosciuto come il “Guastafamiglie”. Malatesta III muore nel 1364 e gli succedono i figli Malatesta Ungaro e Pandolfo II che insieme allo zio Galeotto I governeranno le terre di Romagna.

Tra la fine del ‘300 e l’inizio del ‘400 il figlio di Galeotto I, Pandolfo III riesce ad accrescere ulteriormente il potere dei Malatesta grazie ad importanti imprese militari, condotte insieme al fratello Carlo e al soldo del duca di Milano.

Pandolfo III muore nel 1427 lasciando come eredi i figli Galeotto Roberto, Sigismondo Pandolfo Malatesta e Domenico Novello.

Sigismondo nasce a Brescia nel 1417 ed è destinato a diventare il futuro Signore di Rimini . A 16 anni giura fedeltà a Papa Eugenio IV.

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