ocarina romagnola
Uno strumento tipico e distintivo della Romagna è sicuramente l’ocarina. L’ocarina è un’evoluzione di antichi flauti globulari di terracotta, spesso realizzati a forma di ochetta o di altri uccelli. Questi strumenti, con pochi fori e un utilizzo limitato, erano destinati principalmente ai bambini o come richiami per la caccia. La trasformazione in strumento musicale, la si deve all’emiliano Giuseppe Donati di Budrio, che dotò l’ocarina di più fori in modo da ottenerne una maggiore estensione melodica. Donati oltre ad essere l’inventore di questo strumento musicale, né fu anche costruttore, promotore e utilizzatore, infatti, nel 1863 costituì un quintetto di ocarine con un repertorio di canti popolari e ballabili. A questi fu addirittura integrato un programma di brani operistici come e voler sottolineare la validità dello strumento. Dalla sua invenzione in poi l’ocarina si diffuse e dall’Emilia arrivò anche in Romagna, con conseguente moltiplicarsi di costruttori e concerti.
Il merito per la sopravvivenza della tradizione dell’ocarina in terra cotta, la si deve anche al chitarrista e suonatore di ocarina, Gaetano Bellotti, in arte “Ellyx”. Quest’ultimo iniziò la propria carriera come suonatore ambulante, poi grazie al proprio talento alla chitarra e al suo virtuosismo con l’ocarina, decise di fondare la propria orchestra nel 1948, dando inizio a molte stagioni concertistiche.
Bellotti da sconosciuto suonatore ambulante raggiunse un’inaspettata fama, partecipando ad alcuni film: Caccia tragica (1947), Il principe delle volpi (1949), Trois jours d’amour (1949), Il trovatore (1949), Antonio da Padova (1949), I pirati da Capri (1949).
Prese parte anche a trasmissioni radiofoniche: “Opplà Arcobaleno” di Radio Roma e “Ei c’al scusa” di Radio Bologna.
Nel 1953 fu invitato ad esibirsi in occasione della prima registrazione RAI avvenuta a Ravenna.
I suoi brani negli anni ’60 venivano trasmessi da Radio Capodistria per il programma: “Musica per voi”.
All’inizio degli anni ’50, Orchestra Ellyx B. era diretta dal violinista ravennate Nino Errani, il quale indiceva su dischi Pharlophon ed Odeon. L’orchestra non proponeva soltanto musica, ma era un vero e proprio spettacolo di varietà, con ballerine, imitatori e intermezzi comici. Un vero precursore dei tempi se si pensa ai moderni concerti di Vasco Rossi, Jovanotti e tanti altri. Ad accompagnare la musica veniva spesso affiancata la voce di cantanti conosciuti per l’epoca come: Narciso Parigi, Ariodante Dalla (noto per essere lo zio di Lucio Dalla), Brenda Gioi, Delia Azzari…
La produzione discografica di Bellotti, ha inizio con i 78 giri prodotti dalla casa discografica Cetra. I primi due suoi brani, sono firmati da un grande maestro romagnolo, Secondo Casadei, con la partecipazione di due clarinettisti: Ivano Nicolucci e Dervis Cappelli.
Con i 45 giri, Bellotti riscopre un filone che attinge alla tradizione dei cantastorie e degli stornellatori romagnoli. C’è un walzer dedicato al più grande fuorilegge di Romagna, Stefano Pelloni, caratterizzato da un accompagnamento musicale costituito dal suono dell’ocarina e con uno stile tipico dei cantastorie.
Nel brano, “Vecchio valzer” c’è un sapore popolare ed un uso ironico del ritmo accentuato anche dall’uso del banjo. Bellotti per i suoi brani dava ampio spazio alla sua creatività musicale e spesso eseguiva anche musiche composte da Roberto Giraldi e Secondo Casadei, con il quale era un grande amico.
La sua discografia non fu molto ampia, ma i suoi brani più famosi si distinsero e si fecero apprezzare da molti anche grazie all’utilizzo dell’ocarina. Due soli LP compaiono nella sua discografia, uno contiene i brani ballabili del Quartetto romagnolo, mentre il secondo è dedicato al “Natale dei bambini”. La creatività poliedrica e giocosa di Bellotti, lo vede impegnato anche in produzione di brani dedicati all’infanzia e questo lo porterà a collaborare anche con lo “Zecchino d’oro”. La sua musica per bambini riuscì ad arrivare anche in Australia, infatti tutt’ora alla Library Collections sono conservate registrazioni per l’infanzia di Allyxs Bellotti. Questi brani furono incisi nel 1976 al Victoria Museum di Melbourne.
Alla sua morte Bellotti, oltre alla sua musica senza tempo, lasciò anche un’ampia collezione di ocarine provenienti da tutto il mondo.
La storia dell’ocarina è raccontata oggi nel Museo dell’Ocarina e degli strumenti in terracotta di Budrio.
Nelle foto, ho riportato le foto di un’ocarina Messicana a forma di giaguaro.