Le Signorie di Romagna
Le Signorie di Romagna

Le Signorie di Romagna

11 Novembre 2024

Gli Alidosi di Imola, i Manfredi di Faenza, gli Ordelaffi di Forlì, i Malatesta di Rimini e i da Polenta di Ravenna

La Romagna era una terra di relativa prosperità. Intorno al 1380 Benvenuto da Imola scrisse: << Questa terra è nella più felice posizione. Alle sue spalle ha gli appennini come uno scudo, contro il vento del sud, nemico di natura, mentre a fronte ha liberi accessi al vento del nord, propizio alla fecondità. In essa sono accolte tutte le cose che sono divise in altri luoghi: mare, terra, montagne, pianura, numerosi fiumi, sorgenti, colline, boschi, aria salubre, vino, olio, miele, carne, pesce, abbondanti quantità di grano, numerosi abitanti, grandi ricchezze e in una piccola area, città, castelli, villaggi e mercati.

Il feudalesimo in Romagna nacque al tempo degli Ottoni nel decimo secolo. Nell’undicesimo e dodicesimo secolo i principali vassalli furono i titolari della cattedrale e di altre Chiese di Ravenna. Con la lotta per le investiture, la supremazia delle chiese fu spezzata. I nuovi comuni ora reclamavano la giurisdizione una volta tenuta dai loro vescovi. Nel contado un numero imprecisato di signori feudali, forse discendenti da funzionari bizantini, longobardi, imperiali o arcivescovili, lottavano con eguale successo per strappare le regioni ai loro alti signori ecclesiastici. Con la lotta riuscirono ad assicurarsi il diritto di eredità e rinnovo delle investiture a lunga scadenza. Quasi tutti i possessi o le giurisdizioni secolari in Romagna erano basate su qualche passata usurpazione di diritti ecclesiastici, ottenuta con la forza e vanamente contrastata. Insomma la maggior parte dei comuni urbani e rurali romagnoli, furono il frutto di una ribellione violenta ai danni di possidenti vassalli che furono sopraffatti dall’avanzata di nuove potenti famiglie, che al seguito di numerosi eserciti gli sottrassero i loro possedimenti.

All’inizio del tredicesimo secolo, alcuni feudatari di Romagna tra i quali i Conti Guidi e i Traversari, erano già potenti e rispettati, altri come i Malatesta invece lo sarebbero diventati nei secoli successivi. Poi c’erano signori oscuri e temuti, come i Tignosi, a noi noti grazie ad alcuni riferimenti contenuti all’interno della Divina Commedia. Cinque famiglie che fino al secolo tredicesimo secolo non erano ancora giunte al potere in maniera rilevante, a partire dal secolo successivo invece sono fautrici di un’ascesa che li porta ad essere i signori di cinque principali città della provincia. Questi sono: gli Alidosi di Imola, i Manfredi di Faenza, gli Ordelaffi di Forlì, I Malatesta di Rimini e i da Polenta di Ravenna. Ognuno di questi signori era accomunato dall’aver alimentato una leggenda riguardante la storia e la provenienza leggendaria della propria famiglia. Gli Alidosi ad esempio proclamarono che la propria discendenza ebbe inizio da due capitani di Giustiniano che vennero in Italia con il generale bizantino Belisario. I Manfredi secondo le leggenda avevano un’origine teutonica, in parte confermata anche dal motto della famiglia: << Wann Ich Mach >> (Quando lo faccio). Gli Ordelaffi invece si proclamarono discendenti da un barone germanico chiamato Dell’Affia, che sposò la figlia di Berengario, duca del Friuli. I Malatesta invece, Signori di Rimini, invece devono la loro discendenza leggendaria a partire da due cavalieri di epoca romana facenti parte dei seguaci di Scipione l’Africano. Solo i da Polenta non avevano una discendenza intrisa di leggenda come le altre famiglie, infatti il loro nome molto probabilmente fu ispirato al fiume Polenz, un affluente del fiume Elba.

Nell’undicesimo secolo, fino all’inizio del dodicesimo, le famiglie non avevano ancora acquisito un nome certo da assumere come cognome distintivo della propria famiglia. Infatti gli antenati venivano chiamati per nome come ad esempio: Alidosio, Ordelaffo, Malatesta… Alcune personalità, che si distinsero per fama o conquiste, contribuirono nelle generazioni successive all’assunzione del proprio nome, come cognome distintivo della propria famiglia o dinasta. Ciò sembra essere accaduto ai Malatesta, agli Ordelaffi e ai da Polenta nella seconda metà del dodicesimo secolo. Stessa sorte tocca gli Ordelaffi all’inizio del tredicesimo secolo. Agli albori delle varie signorie, i nomi delle famiglie era mutevoli, e se emergeva una personalità di spicco, il casato poteva mutare il proprio cognome con nome di battesimo di quest’ultimo. Questo fu il caso ad esempio dei Manfredi signori di Faenza, che assunsero questo cognome dal dodicesimo secolo, ma dal tredicesimo secolo cambiarono in divennero gli Alberghetti. Il nuovo cognome dipese da Alberghetto, che guadagnò fama e potere come podestà di Vicenza opponendosi agli assalti di Ezzelino da Romano.

Fonti tratte dal libro: “Signorie di Romagna” di John Larner

Preventivo gratuito