Storicamente, i membri dell’Ordine dell’Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme sono chiamati Giovanniti.
La chiesa di San Michele dell’Agina (conosciuta localmente come la “chiesolina dell’Agina”) è uno dei luoghi più antichi e suggestivi di Misano Adriatico. Situata su un piccolo poggio vicino all’omonimo rio, rappresenta un tassello fondamentale della storia e della devozione locale.
La chiesa in origine possedeva uno xenodochio (una struttura ospitaliera antica, antenata dei moderni hotel e ospedali), situato tra la riva del mare e la sorgente delle Fontanelle. Non si conosce l’anno esatto di fondazione del complesso, sebbene in epoca medievale figurasse già come commenda autonoma. Si ritiene che sorga sulle fondamenta di una preesistente struttura di epoca romana. San Michele viene menzionata per la prima volta nel 1266, ma la sicura appartenenza all’Ordine giovannita è databile al 1312.
Una serie di documenti risalenti al XIV e XV secolo testimoniano la vastità dei possedimenti terrieri e la presenza di altri edifici, ora scomparsi, attorno all’oratorio. Le testimonianze sulle condizioni della chiesetta in epoca moderna sono invece scarse. Nel 1578 l’edificio era affidato alla cura degli Agostiniani come chiesa semplice o oratorio; lo conferma la visita pastorale del parroco di Scacciano, che così la descrisse: “la finestra dell’edificio era senza vetri, le pareti erano scrostate e in parte non imbiancate”. Il parroco vi notò inoltre la presenza di un crocifisso e di un’Icona Vetustissima, di cui però non rilevò il soggetto.
Nel Cabreo (documento descrittivo dei beni) del 1590, compaiono in elenco i possedimenti dell’Agina presso la cappella di San Michele. È probabile che all’epoca l’antica commenda fosse diventata per i Cavalieri di Malta una semplice possessione agricola, affidata temporaneamente agli Agostiniani che, tuttavia, se ne disinteressarono. Pertanto, sebbene la proprietà sia rimasta dell’Ordine di San Giovanni fino alle soppressioni del 1797, l’edificio fu a lungo curato dalla buona volontà dei contadini locali e officiato saltuariamente dai parroci di Scacciano. La situazione non cambiò drasticamente nemmeno dopo l’acquisto ottocentesco da parte della famiglia Bianchini.
La documentazione melitense (relativa al patrimonio archivistico dell’Ordine di Malta) rintracciata riguardo alla chiesa di San Michele è purtroppo limitata. Fondamentale per la conoscenza del patrimonio artistico conservato all’Agina risulta il Cabreo del 1654, compilato dal commendatore Valerio Spreti. Data l’assenza di una sagrestia, i paramenti liturgici, il corredo e due messali erano conservati in casse; il documento si conclude con l’elenco degli edifici spettanti a San Michele e delle loro pertinenze.
Non tutti i commendatori si disinteressarono del sito. Nel 1727, come appare dal libretto “Conto di dare e avere della Commenda del Sig. Giuseppe Galeffi colla Sacra Religione di Malta”, relativo all’amministrazione delle Commende di Rimini, Cesena, Sant’Agata Feltria e Misano, viene registrato il pagamento di uno scudo al pittore Pietro Antonio Tosi per aver dipinto un baldacchino nuovo per la chiesa.
Dopo il terremoto del 1786, che causò gravi danni all’oratorio medievale, si optò per una ricostruzione integrale, come testimonia la lapide datata 1787 posta sopra l’ingresso laterale. La chiesina mantenne pressoché invariata la pianta antica: uno stanzone semplice con tetto a capanna e capriate a vista. Dietro l’altare si trova una pala raffigurante la Madonna con il Bambino e i Santi Giovanni Battista e Michele Arcangelo. Al centro della chiesa era inoltre presente un grande Crocifisso ligneo “all’antica”.
Oggi quel Crocifisso, attribuito al maestro Francesco da Rimini (attivo nella prima metà del Trecento), è considerato un capolavoro. Restaurato, è oggi custodito per ragioni di sicurezza nella Chiesa dell’Immacolata Concezione a Misano Mare, sopra l’altare maggiore. Nella chiesetta dell’Agina rimangono invece, in precario stato di conservazione, una tela seicentesca con il Crocifisso e Santa Maria Maddalena e il quadro d’altare con la Madonna e i Santi. Quest’ultimo dipinto mostra, nella parte inferiore, lo stemma di Fra Alessandro Orsi (commendatore nel 1630). Lo storico Pasini ha sottolineato come l’opera appaia oggi ridipinta e mutilata; la pala originaria potrebbe essere attribuita a un pittore locale che cita, nel suo stile semplice, alcuni passaggi della Madonna di San Giorgio del Correggio.
Purtroppo, dell’Icona Vetustissima e delle figure dorate menzionate da Fra Spreti non v’è più traccia; probabilmente facevano parte di un polittico medievale. Infine, Pasini ipotizzò che l’oratorio fosse stato donato all’Ordine dalla famiglia Diotallevi, che possedeva diversi fondi nella zona. Sebbene manchino prove certe, il legame tra la famiglia e l’Ordine è documentato: nel 1684 Bartolomeo Diotallevi, precettore di Rimini, donò tutti i suoi beni alla “Sacra Infermeria di Malta”. Tra questi vi era il castello dell’Abbate a Bordonchio. Un suo discendente, il marchese Audiface Diotallevi (morto nel 1860), raccolse una straordinaria collezione di dipinti; forse tra questi andrebbero cercate le opere che un tempo decoravano la chiesa di San Michele in Foro, soppressa e venduta dopo il 1797.
Oggi la chiesetta si presenta al visitatore come una piccola pieve in mattoni a vista con un elegante campanile a vela, considerata un gioiello per la sua armonia e la posizione silenziosa nella natura. Negli ultimi anni è diventata sede della Commanderia dei Templari Cattolici d’Italia, che ne curano la custodia e mantengono viva la tradizione cavalleresca del sito.
Tradizioni: Il Lunedì dell’Angelo
Il momento più importante per questo luogo è il Lunedì di Pasqua. Ogni anno, la comunità di Misano si ritrova qui per una festa che unisce sacro e profano:
La mia ricerca presentava alcune inesattezze storiche, poichè le fonti da cui ho tratto il testo, in alcuni aspetti non erano aggiornate o precise.
In questi giorni, mi ha contattato il responsabile territoriale per contro dell’Ordine del Tempio e con gentilezza e passione mi ha precisato alcuni aspetti fondamentali e importanti al fine della corretta divulgazione: << In origine, il complesso (Commenda) apparteneva ai Cavalieri Templari, così come la Commanderia di Misano Monte, aggregata a San Michelino in Foro di Rimini. Successivamente il sito passò all’Ordine dei Cavalieri di Malta, unicamente in seguito al noto e ingiusto processo intentato contro l’Ordine del Tempio, vicenda storica ben conosciuta.
Desidero inoltre precisare che oggi, secondo diritto, la Chiesa è stata riaffidata dalla Curia di Rimini ai suoi legittimi proprietari, ovvero all’Ordine del Tempio >>.