Un leggenda romagnola
Un leggenda romagnola

Un leggenda romagnola

29 Dicembre 2025

I Mangiadetesch

 

“Magna al tedesch” (Mangia-tedeschi): così venivano definiti gli abitanti di San Giovanni in Marignano dai vicini di Cattolica. L’origine di questo appellativo non vanta testimonianze documentate ma, come ogni leggenda degna di nota, viene tramandata oralmente da generazioni. Ero solo un bambino quando i nonni mi raccontavano questa storia.

D’altronde, le tradizioni popolari sono ricche di racconti di cannibalismo. Basti pensare alla fiaba di Hänsel e Gretel, dove la strega rinchiude il protagonista per ingrassarlo e mangiarlo, o a quella di Pollicino, in cui l’Orco va a caccia di “carne fresca”. Perfino nella versione originale di Cappuccetto Rosso il lupo non si limita al travestimento, ma divora brutalmente la nonna e la bambina. In questo panorama di fiabe nate dalla paura, anche se meno nota, merita un posto d’onore la leggenda di San Giovanni in Marignano.

In passato, questi racconti servivano a esorcizzare timori reali. In tempi di carestia, la fame estrema era un pericolo concreto; allo stesso tempo, la figura del “mostro” insegnava la prudenza, personificando i pericoli esterni da cui difendersi con l’ingegno.

Le radici di questa fama sinistra in Romagna risalgono a tempi antichissimi. Nel 539, dopo anni di scontri tra Goti e Bizantini, l’Italia era allo stremo. Procopio di Cesarea, il più importante storico dell’Impero Romano d’Oriente, nel suo libro “Le Guerre” narra di due donne, uniche sopravvissute in un villaggio oltre Rimini, che dopo aver ospitato diciassette persone le uccisero per cibarsene. Il diciottesimo uomo riuscì a salvarsi per puro caso, uccise le donne e svelò l’orrore. Si ipotizza che quel villaggio potesse essere proprio l’antico nucleo di San Giovanni.

Un altro aneddoto risale al 1859: si racconta che un soldato austriaco, dopo aver rivolto attenzioni non gradite a una ragazza del posto, fu sorpreso dal padre e dal fratello di lei. I due lo uccisero senza esitazione, per poi cuocerlo nel forno e banchettare insieme ad altri compaesani.

L’ultimo capitolo della leggenda ci porta alla Seconda Guerra Mondiale. Siamo nel 1944, sulla Linea Gotica: un soldato tedesco in ritirata cerca ospitalità per la notte a San Giovanni. Il giorno successivo del soldato si perse ogni traccia: ci fu chi disse che era partito all’alba e chi, invece, notò un’insolita e abbondante presenza di carne nella macelleria del paese, allora segnato dalla fame.

I romagnoli sono famosi per il loro appetito gagliardo, ma abbiamo davvero mangiato un tedesco? Non lo sapremo mai. Tuttavia, il dessert che ho gustato all’Osteria Spacciodivino di San Giovanni in Marignano, oltre a essere squisito, è un simpatico pretesto per ricordare questa leggenda fiabesca che i nostri antenati ci tramandano da sempre.

 

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