A Venezia, all’interno delle sale della Scuola Grande di San Marco, si trova un’importante biblioteca dedicata alla storia della medicina, con oltre quattordicimila volumi di inestimabile valore e di grande interesse per conoscere i mille percorsi della cura occidentale, tra medicina, chirurgia, anatomia, botanica, fitoterapia, mineralogia, zoologia ma anche filosofia e teologia. E’ in questa biblioteca che Marco ha fatto una bellissima scoperta: La Bibbia di Federico da Montefeltro.
TERRITORIO
Il Montefeltro è una regione storica che si estende nelle Marche (nella zona settentrionale della provincia di Pesaro Urbino), in Emilia Romagna (nella zona occidentale della provincia di Rimini), nella Repubblica di San Marino e in Toscana (nella zona orientale della provincia di Arezzo).
CONTESE e GUERRE TRA POTENTI FAMIGLIE
Sigismondo Pandolfo Malatesta, Signore di Rimini e Fano, e Federico da Montefeltro, conte e poi duca di Urbino, appartengono a due famiglie che si fanno la guerra dal XIII secolo. Sii odiano e si fronteggiano per oltre vent’anni, nonostante i legami di parentela che via via intrecciano tra loro. Il primo scontro frontale tra Sigismondo Pandolfo e Federico avviene a Montelocco, nel 1441.
LA GRANDE E MAGNIFICA BIBBIA DI FEDERICO DA MONTEFELTRO: è uno dei migliori capolavori librari di tutti i tempi. Un vero monumento dell’arte della miniatura all’apice del suo splendore. Questa Bibbia in due volumi si distacca dalla consueta tipologia del codice miniato sia per le dimensioni che per il numero della carte, più di cinquecento, trentacinque delle quali illustrate con miniature che si presentano come vere e proprie opere di pittura. La Bibbia, destinata ad essere il più bel codice della biblioteca di Federico da Montefeltro, fu scritta da Ugo Comminelli da Mèzières e decorata a Firenze nel breve arco di due anni (1477-1478) da Francesco di Antonio del Chierico, miniatore allora all’apice della fama, magnanimamente “prestato” al dura urbinate da Lorenzo De’ Medici. Accanto a Francesco figurano altri illustri nomi della storia della miniatura come Attavante degli Attavanti, Francesco Rosselli e con ogni probabilità Davide Ghirlandaio, fratello del più noto Domenico. Attraverso la mano di questi artisti filtra e confluisce nelle miniature della Bibbia il ricchissimo patrimonio figurativo del Quattrocento fiorentino e scorrendo le sue miniature non è difficile riconoscervi echi dei più grandi protagonisti del Rinascimento toscano.